Intervista a Proust

Mi sono permessa di scrivere un’intervista a Proust. Nessuno aveva più pensato a lui…poverino, si sentiva trascurato!

Intervista a Proust

Joseph_Louis_Proust_p-Ma chi me lo ha fatto fare?-

-E smettila di crucciarti, scamorza! Dobbiamo solo prendere ciò che ci serve e togliamo il disturbo.-

-Umpffff…- borbottò il mio coraggioso assistente. L’unica cosa che gli riusciva alla perfezione era lamentarsi…che nervi!

La sua voce ruppe il filo dei miei pensieri. -Eccola!-

Una villa immensa apparve all’orizzonte. Una fitta nebbia di contorno rendeva il tutto ancor più tetro e grigio. Quale bizzarra idea si era insinuata nella mia testolina per ridurmi a tanto? Eppure era necessario: dovevo pur vivere, no? E quale bottino era più invitante di un oggetto appartenuto ad un personaggio importante? Eh sì, era proprio questo il mio (anzi, il nostro!) obiettivo: trafugare qualche prezioso manufatto dall’abitazione di Joseph – Louis Proust!

Una porta di legno massiccio con battenti a forma di leone dalle fauci spalancate si parò davanti ai nostri occhi, imponente.

Un senso di colpa mi attanagliò nel profondo: cos’avrebbe detto di me il professor Maiolino? Questo sarebbe bastato a meritarmi un viaggio (naturalmente di sola andata) fra i più strani riti dell’associazione religiosa “Liberi paracadutisti senza paracadute”.

No, meglio non pensare alle terribili conseguenze a cui avrebbe portato il mio gesto.

Nel frattempo il mio fido aiutante era riuscito a far scattare la serratura di quel portone che, così tanto, m’incuteva timore. Esso si aprì cigolando.

-Dovrò ricordarmi di portare un po’ d’olio la prossima volta.- esclamai oltrepassando la soglia, verso l’ignoto.

Mi addentrai e uno spettacolo glaciale mi bloccò: vi era un atrio immenso, circolare, con un pavimento decorato a mosaico blu e un gigantesco lampadario di cristallo che pendeva dall’alto soffitto. Arazzi dai colori spenti tappezzavano ogni parete. Una sola sedia, scarna, troneggiava nel mezzo.

Il portone si richiuse di colpo tanto da farmi sussultare; solo dopo qualche istante realizzai ciò che era avvenuto.

-Maledetto! Aprimi, è un ordine!- sbraitai, battendo furiosamente i pugni sul legno e nel vuoto.

-Non posso, mi dispiace. Ho troppa paura.- gemette terrorizzato, quella pantegana!

-Quando uscirò da qui ti farò vedere io di chi dovrai aver paura, essere ignobile!-

Nessuna risposta giunse al mio orecchio; solo il rombo cupo dell’aria agitata all’esterno.

-Qual buon vento la porta qui, signorina?-

Eh no, questa non era proprio la voce del traditore…mi girai molto lentamente, tremante.

-AAAAAAAAAAAAAAAAAH!!!!!!!!!!!-. E tutto si fece scuro.

Una secchiata d’acqua mi risvegliò bruscamente e, prima che potei, cercai di capire quello che mi era successo. All’inizio non vidi nulla ma, voltata la testa dalla parte opposta, notai un essere accucciato su di me che mi scrutava con fare curioso. Un fantasma! Quando constatai che quest’ipotesi non era più tale ma era la pura e semplice realtà, per poco non svenni di nuovo. Provai a controllarmi.

Calmati Elena, calmati Elena. A tutto c’è una spiegazione logica…o forse no! Insomma…non capisco più nienteeeee!”

-Sono così tanto brutto per aver suscitato questa emozione in te?- disse divenendo improvvisamente triste.

Oddio…il naso storto ce l’ha ma, del resto, anche il mio non è il massimo. Quel codino che porta, poi, è alquanto ridicolo…ma non credo che questo sia il momento più adatto per far adirare un fantasma!”

-Ehm…certo che no…-

-Capisco…perdonami. Mi dimentico sempre che voi umani non siete abituati ad incontrare spiriti come me.-

-Bè, anche lei era un umano tempo fa.-

-Esattamente! E devo ammettere che un po’ rimpiango quella vita, anzi LA vita.-

-E come mai? Ora è libero da qualsiasi preoccupazione e, inoltre, il suo nome viene citato in ogni libro di chimica. Dovrebbe esserne fiero!-

-Non fraintendermi…lo sono, ma mi sento terribilmente solo!-

-Aaaaah…-

Che sciocca! Come ho potuto non pensarci prima?!”

Per un tempo che parve interminabile cadde un imbarazzante silenzio fra noi, come se fosse apparso uno spesso muro. A romperlo fu il signor Proust. -Potrei conoscere il motivo della tua visita?-

Oh cavolo…ed ora cosa gli racconto? Che volevo rubare in casa sua? No, devo farmi venire un’idea…e al più presto possibilmente!”

-Ehm…sono qui per intervistarla!-. Le parole uscirono dalla mia bocca, inaspettate; era come se in quel momento il mio cervello fosse stato sconnesso dalla lingua. Non credetti alle mie orecchie: quell’idea geniale era stata creata dal mio cervello! Un evento raro, oserei dire! Festeggiai dentro me per la trovata che mi salvò dalla scomoda verità.

Proust rimase a bocca aperta. -Dici sul serio? Tu sei qui per intervistare…ME?!?!-

-Certo, signor Proust. Sempre che lei sia d’accordo, naturalmente.-

-Poffarbacco, certo che lo sono!-. Un sorriso si delineo sul volto di entrambi. -Allora partiamo con una richiesta semplice semplice: nascita e morte, per favore.-. Proust si voltò indignato. -Ti sembra il caso di chiedere indirettamente l’età di un signore?-. Rimasi allibita. -Solitamente è alle signore che non bisognerebbe chiedere il numero di primavere vissute ma se lei si ritiene tale…-

-Non offendermi! Potrei trasformarmi in un leone in men che non si dica!- “Una leonessa magari…” pensai ridendo fra me e me. -Comunque sono nato e morto nello stesso luogo: Angers. Ma la data no, quella è diversa!- Quest’uomo stava cadendo sempre più in basso…”Speriamo si riprenda dall’emozione dell’intervista!” -Sono nato il 26 settembre 1754 e morto il 5 luglio 1826.-

Nel frattempo mi sedetti a gambe incrociate sul pavimento. -Non prendi appunti?- Disse sospettoso Proust. -Ehm…ho una memoria di ferro, io! Guardi che mi offendo se ne dubita!- Si scusò subito. -No, no, le credo. Proceda pure.-

-Perfetto. Lei è considerato il precursore della teoria atomica; può parlarmi un momento della sua legge?- “Fortunatamente le lezioni del professor Maiolino hanno dato i loro frutti!” Lo ringraziai mentalmente. -Certo! Te la posso citare con le parole esatte che scrissi un secolo fa.

In un dato composto chimico, gli elementi sono sempre combinati nello stesso rapporto di massa.

Precisa, vero?-

-Un computer non potrebbe essere più preciso di lei caro signor Proust. Ed ora è il momento delle curiosità: è vero che lei ha compiuto un viaggio in mongolfiera?- Gli occhi del chimico si illuminarono a queste parole.

-Ebbene sì! Lo ricordo come se fosse ieri. Un mio caro amico, Jacques Charles, mi chiese un favore nel lontano 1784: aiutarlo con i suoi esperimenti sugli aerostati. Per questo motivo finii catapultato su questo strano aggeggio che poi scoprii essere una mongolfiera. Ricordo ancora il nome: La Marie-Antoinette. E’ stato davvero emozionante.-

-Immagino. Piacerebbe davvero molto anche a me!- Ascoltare il racconto della vita di quello strano personaggio ora incuriosiva anche me, ma era ora di tornare a casa. -Bene, signor Proust. L’intervista è finita. Mi ha fatto un immenso piacere parlare con lei.-

-Piacere tutto mio, Elena. Spero di incontrarti ancora un giorno o l’altro.-

Ci inchinammo gentilmente in segno di saluto e Proust mi accompagnò all’uscio. Fuori il vento e la nebbia erano spariti; al loro posto ora si poteva ammirare una splendida luna.

Ehi, un momento, come faceva a conoscere il mio nome?”

-Signor Proust come fa a…- ma la porta si era già richiusa alle mie spalle. Questo rimarrà per sempre un mistero.

6 commenti su “Intervista a Proust

  1. illeandro scrive:

    molto bella….complimenti!!! M.M.

  2. Ciambello scrive:

    Fantastica composizione!!!
    Brava Elena.

  3. Anita G. scrive:

    Ele…che ganza!! mi è piacciuto molto l’ambiente misterioso😉 l’inizio tipicamente giallo e la fine suspense…

    BRAVA, BRAVA, BRAVISSIMA!

    Penso che ognuno di noi si esprime meglio con idee proprie e nate dall’ispirazione che non forzati a scrivere temi su cose inutili. Allora pechè imparare l’italiano con le idee di un’altro?

  4. maio3e scrive:

    A quanto pare sono capitato in una classe di poetiche ragazze… complimenti.

  5. svosty scrive:

    Complimenti!!!Ma queste ragazze altro che poetiche…Ma per stare dietro a ste interviste ce ne vuole…!!🙂

  6. scasi scrive:

    grande uaits! bella la storia soprattutto il finale dove non hai svelato il mistero. M.M.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...