Ispirazioni

da “Il meridiano” D. Guedj

Per Lavoisier, quel giorno era un anniversario. Esattamente nove anni prima, aveva preso posto come di consueto nel suo laboratorio all’Arsenale. Quella mattina, in una campana a chiusura ermetica, combinando aria infiammabile e aria vitale in proporzioni predetermínate, aveva creato… l’acqua! Appena poche gocce, ma di una purezza assoluta, che avevano imperlato la superficie di vetro in tutta la sua lunghezza. L’acqua delle origini!

I gas che davano vita all’acqua! Dunque, uno dei quattro elementi su cui i grandi miti degli uomini fondavano il mondo non era altro che una sostanza composta. Ormai non c’era più da credere negli elementi primari, corpi aristocratici collocati al di sopra degli altri. Era una rivoluzione! Allontanandosi dal palazzo delle Tuileries, Lavoisier, ricordandosi di essere uno dei padri di quella Repubblica delle cose, in cui tutti gli elementi godevano degli stessi diritti, non poté fare a meno di temere che nascesse anche quella degli uomini.

Al suo fianco camminava Condorcet, animato da un desiderio opposto. Lui, il filosofo, l’ultimo sopravvissuto degli Enciclopedisti, il presidente della Legislativa, si augurava che venisse il tempo della Repubblica, perché, diceva, l’assenza di un re vale più della sua presenza. Quanto a Borda, benché legato alla monarchia, si era battuto al fianco dei «ribelli» americaní per aiutarli a liberarsi della Corona inglese…

I tre uomini non erano riuniti nel cortile delle Tuileries per discutere del governo dei popoli, ma in quanto responsabili di una missione votata dall’Assemblea e approvata dal re. Quale motivo aveva dunque Thérèse per essere tanto preoccupata?

Non era la prima volta che suo marito partiva in missione. Ma in tre anni ne erano successe di cose importanti! Proprio lì, alle Tuileries, l’ospite e la sua dimora avevano cambiato nome. Il Pavillon de Marsan, a nord, era diventato Liberté; quello al centro, Unité, mentre Flora, a sud, adesso si chiamava Egalité. E sui tre edifici svettava giorno e notte un’alta fiamma tricolore. Quanto al re di Francia, ormai si chiamava «re dei francesi», e i francesi da parte loro si chiamavano «cittadini», mentre il corpo di guardia aveva preso il nome di «Gendarmeria nazionale». A due passi da lì, una settimana prima, era stato acceso un grande falò in cui avevano gettato le «onorificenze della nobiltà»: un’enorme quantità di brevetti, diplomi di duchi, marchesi, visconti, visdomini, era andata in fiamme ai piedi della statua di Luigi XVI, a lungo lambita dalle fiamme. Erano state fissate le imposte dirette, e in tutta la Francia non si poteva più disporre di schiavi. Mentre la Sorbona erà stata chiusa, la Corsica si apriva al continente; il ponte di Avignone era diventato francese; si mettevano al bando i dialetti e i gerghi che, si diceva, impedivano ai cittadini di capirsi.

2 commenti su “Ispirazioni

  1. Ciambello scrive:

    Interessante, è una specie di biografia/romanzo scientifico.

  2. Anita G. scrive:

    Concordo con Ciam-bello…

    Leggerlo mi ha ispirata a studiare😄 strano effetto…

    Lo leggerò più spesso.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...