Blattodea

BLATTODEA

I blattoidei sono un ordine di insetti noti anche come blatte o scarafaggi. Comprendono circa 4000 specie divisi in 6 famiglie. Sono insetti diffusi ovunque, tranne che ai poli e alle altitudini maggiori di 2000 metri.

DESCRIZIONE

I blattoidei sono insetti dal corpo ricurvo in senso dorso-ventrale e dai colori scuri, tipo marrone.

Le loro dimensioni variano da pochi millimetri a oltre 8 cm.

Il capo è ipognato, con le appendici boccali rivolte verso il basso. Il capo è provvisto di antenne lunghe e filiformi composte da numerosi segmenti. Gli occhi sono ben sviluppato e si trovano in posizione laterale rispetto alle inserzioni delle antenne, sono inoltre presenti 2 ocelli.

L’apparato boccale è masticatore tipico, con palpi mascellari e labiali composti rispettivamente da 5 e 3 articoli. Le mandibole sono corte e robuste.

Il torace ha il pronoto espanso anteriormente fino a ricoprire il capo,in alcune specie può avere conformazioni bizzarre, come ad esempio in G. portentosa. È frequente il meiotterismo, fino all’assenza totale di ali e, in alcune specie, il dimorfismo sessuale dovuto al differente sviluppo delle ali. Quando sono presenti, le ali anteriori sono differenziate in tegmine e, quindi, debolmente e uniformemente sclerificate; quelle posteriori mostrano una regione anale ben sviluppata. In fase di riposo, le tegmine sono ripiegate orizzontalmente sull’addome e reciprocamente incrociate. Le zampe sono sottili ma robuste.

L’addome è composto da 10 uriti, provvisto di cerci pluriarticolati. Nelle femmine, l’ovopositore è breve.

ANATOMIA

L’apparato secretore è caratterizzato principalmente per la presenza di ghiandole repugnatorie e ghiandole odorifere attrattive. Lo sbocco delle ghiandole repugnatorie si ha in corrispondenza degli uriti V e VI, in posizione ventrale. Quelle odorifere si trovano dorsalmente in corrispondenza degli uriti VI-VIII. Le ghiandole repugnatorie emettono sostanze maleodoranti ed hanno un effetto repellente, quelle odorifere svolgono una funzione importante, perchè la loro emissione precede l’accoppiamento.

L’apparato respiratorio comprende 8 paia di stigmi, di cui due nel torace e sei nell’addome.

L’apparato riproduttore comprende gonadi composte da 30-40 testicoliti nei testicoli (maschio) e da 8 ovarioli negli ovari. Nelle femmine, la vagina è in connessione con una camera genitale e con la spermateca.

In questi insetti primitivi si può ben notare la metameria, in quanto è stato riscontrato che la Periplaneta americana decapitata, può essere mantenuta in vita per alcune settimane ricorrendo ad alcuni accorgimenti . Questa è una conseguenza del decentramento delle funzione vitali in diverse parti del corpo.

RIPRODUZIONE

La riproduzione avviene di solito per anfigonia, mentre la riproduzione per partenogenesi interessa pochissime specie e in contesti particolari. Ad esempio, nella specie Nauphoeta cinerea, la partenogenesi è occasionale e si verifica in alcune femmine e se isolate dai maschi. Un tipico caso di partenogenesi geografica è invece riscontrato nello Scarafaggio del Suriname (Pycnoscelus surinamensis): questa specie, diffusa in diverse regioni tropicali e temperate, è tipicamente anfigonica, ma negli USA sono presenti solo popolazioni partenogenetiche a causa dell’assenza dei maschi.

La generalità dell’ordine è rappresentata da specie ovipare.Le femmine depongono le uova, in numero variabile secondo la specie, dell’ordine di diverse decine, all’interno di ooteche. Ogni femmina può produrre più ooteche nel corso della sua vita e a seguito di un unico atto riproduttivo. L’ooteca viene trattenuta dalla femmina nell’estremità dell’addome e depositata un po’ prima della schiusa in un ambiente adatto, in genere rappresentato da un luogo riparato, umido e oscuro.

CICLO

Il ciclo di sviluppo è piuttosto lento e si svolge in un intervallo di alcuni mesi o, addirittura, di alcuni anni, secondo la specie e le condizioni ambientali. Ad esempio, la Blattella germanica completa il suo sviluppo in circa 6 mesi, mentre la Periplaneta americana richiede in media tempi di sviluppo di 6-12 mesi.

Nel corso dello sviluppo, i Blattodei subiscono in genere 5-6 mute, ma talvolta si possono avere anche più di 10 mute[3]. Lo sviluppo passa attraverso gli stadi di neanide e, successivamente, nel caso dei paurometaboli, di ninfa. I giovani nascono in uno stadio immaturo, hanno un colore biancastro e diventano scuri dopo poche ore. Nelle prime fasi di vita, le neanidi vivono vicino alla madre e, talvolta, si riscontrano anche casi di cure parentali.

ALIMENTAZIONE

Il regime dietetico della maggior parte dei Blattoidei è fitofago, con una spiccata tendenza, in molte specie, all’ onnivoria. La base alimentare dei Blattoidei è rappresentata da materiali a base di amido o zuccherini, perciò sono di particolare importanza le specie domestiche per le infestazioni a carico delle derrate alimentari.

Un regime dietetico particolare è quello degli scarafaggi xilofagi, che fanno capo alle sottofamiglie Panesthiinae e Cryptocerciinae. La simbiosi con microrganismi cellulosolitici permette a questi blattoidei di alimentarsi a spese del legno morto.

HABITAT

Le blatte colonizzano svariati ambienti, ma in generale prediligono i luoghi umidi e poco illuminati. Vivono all’aperto, nelle foreste e nelle campagne, riparandosi nella lettiera o sotto i sassi o in anfratti vari, oppure all’interno di edifici. Pur essendo una ristretta minoranza, le specie domestiche, vere e proprie commensali dell’Uomo, sono quelle che riscuotono il maggior interesse.

ETOLOGIA (studio del comportamento)

Due sono gli aspetti di maggior interesse: le cure parentali e la vita di relazione.

La vita di relazione: è basta principalmente basata sul gregarismo e comportamenti attraverso dei segnali chimici, come il richiamo sessuale dei maschi verso le femmine con l’odore lasciato dalle ghiandole odorifere.

Le cure parentali: le cure parentali sono documentate sulle specie ovipare. Le femmine danno attenzioni alle proprie ooteche, o a volte ad alcune depositate da altre femmine, aiutando le preneanidi a nascere. In generale le neanidi delle specie ovipare si disperdono alla nascita, ma in alcuni casi rimangono vicino alla madre in cerca di protezione. Talvolta però le neanidi rimangono sul corpo della madre, che fungerà come mezzo di trasporto e come rifugio.

Riguardo ai comportamenti dei singoli insetti, i Blattoidei sono cattivi volatori, ma ottimi corridori, dotati di una gran velocità nei movimenti. Sono insetti notturni e schivi. Hanno un ottimo senso dell’orientamento e in caso di pericolo raggiungono subito il loro rifugio.

STORIA E FILOGENESI

i più antichi fossili dei blattoidei risalgono risalgono al periodo carbonifero (circa 350 milioni di anni fa). Le principali differenze riguardano la lunghezza dell’ovopositore, che con il passare dei secoli è andata riducendosi.

In merito alla filogenesi, è accertata la relazione con gli ordini Mantodea (mantidi) e Isoptera (termiti)

SISTEMATICA

Attualmente, sulla base delle suddette relazioni filogenetiche, i Blattoidei sono inquadrati al rango di sottordine nell’ordine Dictyoptera, comprendente anche i vecchi ordini dei Mantodea e degli Isoptera. La tradizionale classificazione, che scorporava i Dictyoptera nei tre ordini è ancora largamente adottata nella classificazione pratica basata fondamentalmente sulla morfologia e sulla funzionalità.

DIFFUSIONE

Pur essendo cosmopoliti, i Blattoidei sono prevalentemente diffusi nelle regioni tropicali e subtropicali. Diverse specie sono diventate cosmopolite perché diffuse per mezzo delle navi. Le specie “domestiche” sono circa 30 e rappresentano una piccola parte.

In Italia sono rappresentate tre famiglie (Blattellidae, Blattidae e Polyphagidae), con complessive 40 specie, quasi tutte appartenenti alle Blattellidae. Le specie nostrane di maggior interesse, in quanto commensali dell’uomo, sono le seguenti:

METODI DI LOTTA

La difesa dagli scarafaggi si attua attraverso tre tipi di intervento:

  • Prevenzione
  • Trattamento con esche
  • Disinfestazione

La prevenzione è l’intervento di maggiore rilievo, in quanto elimina alla fonte la possibilità di infestazioni. Gli scarafaggi sono infatti attirati da ogni possibile fonte alimentare e favoriti da condizioni che ne permettono l’ingresso e l’insediamento e il rifugio. In generale vanno adottate tutte le ordinarie misure d’igiene, quali la pulizia dei locali e degli arredi, lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti organici in adatti contenitori a chiusura, la conservazione degli alimenti in contenitori chiusi e in ambienti puliti. I punti più critici sono le cucine, i servizi igienico-sanitari, le tubazioni di scarico, gli impianti elettrici, gli scantinati e, in generale tutti gli ambienti in cui si può accumulare un certo grado di umidità.

Il trattamento con esche consiste nella disposizione di trappole, innescate con attrattivi alimentari, di varia natura (trappole meccaniche, a vischio, esche avvelenate). Vanno disposte e ricambiate periodicamente nei possibili punti di passaggio quando si sospetta o si ritiene probabile l’ingresso di scarafaggi. Questa soluzione si presta generalmente per gli usi domestici.

La disinfestazione è l’intervento curativo più drastico e consiste nell’irrorazione per mezzo di nebulizzatori e atomizzatori di insetticidi, spesso combinati con un attrattivo. Queste operazioni, poiché sono eseguite all’interno dei locali e richiedono la conoscenza dell’etologia e della biologia delle specie interessate. Fondamentale è l’adozione degli accorgimenti necessari a prevenire rischi di intossicazione di persone e animali, per quanto i prodotti impiegati siano a bassa tossicità. In genere un intervento di disinfestazione si attua in più fasi che prevedono l’ispezione, il trattamento, il successivo monitoraggio (con l’uso di trappole) e, infine, un secondo trattamento eradicante, a distanza di 3 settimane, per colpire le neanidi nate dalle ovature.

Un commento su “Blattodea

  1. […] Blattodea November 2009 5 […]

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