Avogadro Superstar

L’ho fatto con impegno, quindi spero vi piaccia e lo capiate. Spero anche che non vi sembri troppo lungo!!!🙂

La vostra Anita.

AVOGADRO L’eroe della giornata      

Per essere una giornata invernale, quella che vi sto per raccontare, era assai soleggiata. L’aria era limpida e il sole si filtrava dallo spazio tra le tende del salotto. Mi affacciai alla finestra e vidi i Ferguson, i miei vicini di casa. Stavano caricando dei bagagli sull’auto, probabilmente sarebbero andati alla loro baita in montagna per il fine settimana. Il piccolo Lucas portava con sé solo uno zainetto, e veniva verso casa mia accompagnato dalla mamma. Capendo che avrebbero suonato il campanello mi misi a posto i capelli e il vestito. Ding Dlong!. Aprì la porta. La signora Ferguson mi chiese se potevo prendermi cura di suo figlio. Accettai, in fondo non mi dispiaceva affatto un po’ di compagnia. Lucas salutò la mamma ed entrò. Non sembrava contento di allontanarsi dai genitori, rimase alla finestra finché la macchina non diventò un punto lontano nell’orizzonte. Io ero convinta che insieme ci saremmo divertiti. Ma Lucas no. Dopo pranzo correva per la casa nella disperata ricerca di qualcosa. Perquisì tutte le stanze, pure quella del bagno. Poi si calmò e disse: -“Che zolfa!! Mi sto annoiando!”. “Vuoi leggere un libro?”- gli offrì, e senza aspettare la sua risposta lo portai nella biblioteca, ma non passò molto tempo prima che lui iniziasse a sbuffare: -“Questo libro è super noioso! Non ci sono nemmeno disegni!”. Certo che un libro di fisica quantistica non era la cosa più adatta per un bambino. Ci fu un momento di silenzio, e poi Lucas confessò: -“A me i libri n-o-n piacciono, io voglio guardare la TV”. Le mie orecchie non volevano crederci: -“Mi dispiace Lucas,”-mi scusai-“ma io non ne ho una…”. Pensavo che la TV la guardassero solo i vecchi rimbambiti che non potevano muoversi, credevo che un bambino mi avrebbe chiesto di portarlo al parco per salire sugli alberi e sporcarsi fino a sembrare fatto di fango: -“Non ho una TV…ma…”-avevo una idea migliore-“ma ho qualcosa di mooolto più affascinante”. Lo portai nel mio quasi – segreto laboratorio: -“E questa polveriera sarebbe affascinante??”-il piccolo non sembrava interessato, quindi tolsi l’enorme telo che ricopriva la mia fantasticissima invenzione: il Lazzarus X. Lui spalancò gli occhi, corse verso il macchinone e gassato come un’aranciata mi chiese a cosa servisse. In realtà non avrei mai voluto metterlo in funzione, ma il povero bambino si stava annoiando, cos’altro potevo fare? Ora il dilemma era trovare il personaggio adatto da riportare in ‘vita’, e la mia scarsa esperienza con i bambini non era certo d’aiuto.

“Chi piaceva a me da piccola?”-tentai di ricordare-“…Archimede!!”. Chiesi a Lucas se ne aveva mai sentito parlare, la sua risposta fu decisamente negativa. Neanche un forse! Ma di cosa si appassionano oggi giorno i piccini?. (Per scoprirlo questo che vi riporto fu il dialogo:)

-“Dimmi caro, che personaggio già morto vorresti vedere?”

-“mmmh…Super Man!!”

-“Mi dispiace ma lui non esiste veramente, e l’attore che lo interpreta è ancora vivo”

-“Allora vorrei vedere Nikita Krusciov, deve essere molto buffo da vicino!!”

-“Sai almeno chi è? E comunque, pure lui è vivo!”

-“La mitica Marilyn. Lei si che è morta! L’ho sentito alla TV!”

Marilyn?? Non avevo niente contro di lei, ma non mi sembrava una persona arricchente, almeno dal punto di vista culturale/scientifico. Mi chiedevo se sul serio il bimbo non conosceva alcun personaggio interessante, in un certo senso incominciavo a sentire pena per lui. Volsi lo sguardo verso il fanciullo, che era seduto su una poltroncina con un faccino così cupo che mi intenerì il cuore. Mi avvicinai e lui mi fece una seconda confessione: -“Mi sarebbe piaciuto conoscere Walt Disney, ma…”-una lacrima rotolò sulla sua guancia-“ma è morto poco fa!”. Essia per Walt Disney.

Missi dentro la macchina 4 litri di amantium, 4 di chemical x, e due gocce d’acqua. Tirai le 14 leve d’ottone e gli ingranaggi si misero in funzione, ma sembravano un po’ arrugginiti a giudicare dal rumore scricchiolante. Sotto la campana di vetro temperato qualcosa iniziava a formarsi, e quando lo spettro fu del tutto completo ciò che vidi non era di certo il vecchio Walt…era…era…chi era? Il “fantasma” uscì dalla campana ed iniziò a guardarsi in giro, aveva un passo arrogante, guardava quasi con disprezzo, ormai avevo capito chi era:-“Carciofi!”-pensai-“tra tutti gli italiani che son morti doveva uscire proprio lui!…”. Per capire la mia reazione dovreste sapere che io avevo già conosciuto questo signore, una volta lo portai in vita e lui non si comportò proprio come un buon  cavaliere. “Amedeo, ci rivediamo, eh?…non posso dire di essere contenta”- e dopo questo gli voltai le spalle. “Mi sembra o ‘qualcuno’ non ha ancora superato i problemi? Ormai sono qui e non ho intenzione di andarmene…senza…”- Avogadro non finì la frase perché io lo interruppi: -“Senza cosa? senza umiliarmi come l’ultima volta? senza svuotarmi il frigo e mangiarmi tutti i pasticcini?? oooh no! tu te ne torni da dove sei venuto!!”. “…senza chiederti scusa, volevo dire.”- Amedeo dimostrò di essere cambiato e ciò mi rese felice, ma Lucas sembrava spaventato a morte, atterrito, divorato dalla paura. Io tentai di calmarlo dicendo che Avogadro è brutto ma non morde, ma lui segnalava la campana di vetro. “AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHH!!!!!!!”- urlai. Dalla macchina usciva… un terribile e sanguinario guerriero di Genghis Khan!! Portai Lucas fuori dal laboratorio e chiusi la porta, ma dentro era rimasto Amedeo!. Non ero sicura se uno spettro potesse essere ferito ed il timore mi fece tremare l’anima. “Amedeo!! Stai attento!!”-gridai attaccata al vetro della porta. Lui prese una beuta piuttosto grande e colpì il guerriero in testa, ma questo prese un po’ di rincorsa  ed investì Amedeo come un toro delle strade di Pamplona. Amedeo prese un pendolo e lanciandolo a mo’ di  “boleadora” lo fece aggrovigliare attorno al collo del guerriero, che cadde svenuto a terra. Amedeo si affrettò ad uscire e ci disse: “Non è ancora finita! Tra poco si risveglierà! Presto portiamolo in freezer!”. Avevo subito colto la sua idea, e per fortuna avevo un frigo speciale che arrivava vicinissimo (anche fino) allo zero assoluto. Tutti e tre, con molta fatica, trascinammo il fantasma in frigo, il quale si convertì quasi subito in un cubetto solido. Avogadro spiego al bambino come ciò era possibile, ovvero che il gas del quale il guerriero era composto solidificava a basse temperature. Mentre lui spiegava, io indagavo sul perché di una doppia apparizione: avevo lasciato la macchina carica dall’ultima volta che l’ho messa in funzione! (la macchina era già carica ed inserendo di nuovo le sostanze c’era il doppio). “Avogadro…non so proprio come ringraziarti…”-gli dissi, e lui rispose: -“ Basta che non mi butti fuori di casa…”. La seconda goccia d’acqua che avrebbe dovuto portare Avogadro indietro era evaporata, e sostituirla sarebbe stato pericoloso. “Come potrei! Sei il benvenuto qui!”. Quella sera il bambino ed io

firmammo un patto: lui non avrebbe detto niente a nessuno e io l’avrei invitato a merenda ogni tanto.

Da quel giorno Avogadro, Lucas e io ci riuniamo per giocare a scacchi, o sconfiggere fantasmi!.

Fine.

2 commenti su “Avogadro Superstar

  1. Ciambello scrive:

    Molto creativa come sempre Anita!!! Brava!!!

  2. bambagigi scrive:

    Bella mi è piaciuta storia molto divertente complimenti Anita

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