Grazie Amedeo Avogadro – Flourinary

“Matteoooooo!!!”.

Ecco come mia sorella interruppe dolcemente la mia lettura dell’ultima pubblicazione di Maia sul vate Avogadro. Infatti stavo cercando un’ispirazione divina (messo apposta) per scrivere il mio racconto su una giornata passata con il chimico. Ormai mi ero rassegnato ad una storiella da quattro soldi, ma fortunatamente…

“Matteooo!!!”

Mi chiama per l’ennesima volta la mia dolce sorellina. Mezzo secondo dopo arriva di corsa terrorizzata dicendomi:

“Vieni!! Sta suonando al cancello un barbone con la faccia tumefatta, il naso storto e i capelli unti.. che facciamo?!?”

Diedi una veloce sbirciatina alla finestra senza farmi vedere, e improvvisamente capii. Mi volsi calmo verso mia sorella e gli tirai uno schiaffo deciso.

Lei: “Perchè lo hai fatto?”

Io: “Per farti calmare (buona scusa vero?)”.

Subito dopo le tirai un calcio. Lei: “E questo?”.

Io: “Perchè hai insultato Avogadro”.

Lei: “E chi sarebbe sto Avogadro?”.

Dopo quella domanda si ritirò ‘volontariamente’ nella cantina con un libro di chimica senza possibilità di uscire. Aprii il cancello e non essendo completamente sicuro sull’identità della figura prima di aprire completamente la porta dissi:

“Due gas diversi, stessa temperatura, stessa pressione, stesso numero di molecole.”.

Il signore rispose:

“Stesso volume.”

Perfetto, era lui. Lo feci accomodare. Non capivo come potesse essere nel mio soggiorno un defunto vivo, ma azzardai un’ipotesi. Quindi gli chiesi:

“Conosce una certa Maia?”.

Lui spalancò gli occhi e annuì. Realizzai che la mia compagna di classe si era divertita a resuscitare un altro morto con il suo marchingegno infernale: il Lazzarus X.Gli offrii da bere e da mangiare, ma volle solo un bicchiere d’acqua.

“Mi dica signor Amedeo, cosa ci fa qui?”

“Ero stufo di giocare a scacchi.. così sono uscito per una passeggiata.”

“Una passeggiata da 15 kilometri!!”

“Beh, non conosco quella città sul lago, e la memoria ormai mi fa cilecca, così mi sono perso.”

“Bene non si preoccupi, alle 6 passa un autobus per ‘Quella città sul lago’, le darò il biglietto. Ma… lei sa cos’è un autobus?”

“Certo! Nel breve periodo passato qui ho imparato qualcosina.. Sai che ci sono delle scatole con dentro delle persone? E che puoi comunicarci con dei bottoni?”

“Sicuro! Conosco abbastanza bene quelle ‘scatole’. Ciò che non conosco bene sono le cose passate… la chimica… i gas…”

“Io invece quelle cose le conosco benissimo caro ragazzo! Lascia che te ne parli un po’ così mi rinfresco un po’ la memoria anche io!”

“Sarei onorato di ricevere spiegazioni da lei (Evvai! Ripasso di chimica!!).”

Ed ecco iniziato il momento più terribile della mia vita. Stupidamente avevo pensato che fosse stata una buona idea quella del ripasso, ma mi sbagliavo, eccome se mi sbagliavo. Non sto neanche a scrivere il discorso che mi fece il vate Avogadro. Un po’ perchè era pieno di parole a me sconosciute di cui ignoravo l’esistenza, un po’ perchè non saprei come scriverle, forse anche perchè il mio cervello avendo subito un trauma così grave ha rimosso ogni ricordo di quello che è successo dopo. So solo che mi sono svegliato la mattina, e come ogni giorno sono andato a prendere il pulman. C’era il controllore e presi una multa di 100 euro perchè non avevo il mio abbonamento.

Grazie Amedeo Avogadro.

Un commento su “Grazie Amedeo Avogadro – Flourinary

  1. tentatatti scrive:

    bella!!! soprattutto quella della multa!!!!!hihihihihihihi…..

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...