E. Lemming, il più piccolo robot vivente a controllo remoto

Conoscete il gioco Lemmings? È ispirato ai Lemming, dei roditori artici. Questi mammiferi sono famosi per la loro tendenza al suicidio. Si riproducono, aumentando così la popolazione, ma ad un certo punto la direzione si inverte ed il numero di Lemmings diminuisce, Questo comportamento non ha ancora spiegazioni, ma alcune teorie parlano di “suicidio di massa”. Nel popolare gioco l’obiettivo è quello di guidare il proprio gruppo di Lemmings, attraverso un percorso, senza che questi si suicidino.  Vi chiederete cosa centra tutto questo con il titolo del post: E. Lemming, che sta per Escherichia Lemming, è un batterio di Escherichia Coli geneticamente modificato sviluppato da un team di biologi ed ingegneri del Politecnico di Zurigo e Basilea, in occasione del iGEM 2010, un concorso internazionale di Biologia Sintetica che si tiene al MIT di Boston. Questo progetto ha vinto il primo posto nella categoria “Information Processing”. Qui sotto vi posto il video che spiega come funziona il batterio.

3 commenti su “E. Lemming, il più piccolo robot vivente a controllo remoto

  1. Anita G. scrive:

    ESCHERICHIA LEMMING!!😀 Grazie Ciambe x il post, ci sorprendi sempre!!

    Da quel che ho capito lo controllano con delle sostanze repellenti ed attraenti per il batterio, che fanno si che lui giri da una parte o dall’altra il suo flagello modificando il suo percorso. Giusto??

    • flourinary scrive:

      Da quello che ho capito io (poco a dire il vero, e anche se avessi capito di più non penso di essere capace di spiegarlo, aspetterei il prof😉 ) utilizzano delle proteine fotosensibili (LSP) come inibitori per controllare l’utilizzo di CheYp della cellula. Infatti questo a contatto con il flagello fa invertire la rotazione. A seconda della luce che colpisce la proteina possono attivarla o disattivarla, di conseguenza possono decidere quando invertire la rotazione dei flagelli.
      Per l’utilizzo del controller comparano le immagini ottenute dal microscopio così da decidere con che luce colpire la cellula per farla muovere nella direzione voluta.
      Incredibile.

  2. maio3e scrive:

    Interessante floury, direi che l’hai spiegato più che bene.

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