Bondi Bantù – La diffusione in Australia

E’ l’alba, un altro giorno inizia ed è in ritardo. Ma ritardo per cosa?
In ritardo per la solita sveglia, schiavo delle sue mansioni, ma schiavo per davvero. Molti mesi prima aveva abbandonato il suo villaggio per cercare nuovi.. hem.. “stimoli”. Non trovò esattamente quello che cercava, fu catturato pochi giorni dopo da una banda di schiavisti, ovviamente maschi. Da parecchie settimane ormai conduceva una marcia forzata verso i suoi futuri padroni. Da quello che aveva potuto cogliere dalle conversazioni degli schiavisti, si stavano dirigendo verso la Cina. E da quello che poteva vedere, stavano seguendo la costa, sia via terra che via mare. Era veramente disperato. Certamente per il fatto che era stato fatto prigioniero, ma era disperato anche per un’altro motivo, per lui più importante. Il motivo non si dice, ma era così disperato che ogni volta che incontravano gruppi di persone pregava perchè fosse fatta prigioniera qualche donna. Ovviamente ciò non accadde.

Dopo qualche altro giorno di sofferenza gli si presentò un’occasione imperdibile, specialmente nello stato di disperazione in cui stava annegando in quel momento. Solita ora, solita scomodissima posizione seduto contro un albero, solite gambe incrociate, solite corde, ma nuovo nodo. Sentiva che quella sera lo schiavista non lo aveva legato come al solito, infatti era molto meno stretto, e poteva spostare di qualche millimetro una mano dall’altra. Gli balenò subito alla mente la possibilità di riacquistare la sua libertà, e soprattutto pensava a ciò che avrebbe potuto fare una volta libero. Furono proprio quei pensieri che gli diedero la forza necessaria. Così in soli 27 minuti riuscì a liberarsi, e con i polsi non in ottime condizioni e ancora e..agitato da quei pensieri, prese a correre all’impazzata verso la costa. Lì trovò una delle piccole imbarcazioni a vela utilizzate per spostarsi fino a lì. Era ancora e…agitato, si, ma trovò comunque il senno per prendere delle provviste per affrontare il vicino viaggio. Raccolse tutto quello che riuscì dal vicino accampamento facendo attenzione a non farsi scoprire, poi caricò tutto sulla nave. Entrò in acqua, spinse la nave in modo da liberarla dalla sabbia e vi si arrampicò sopra. Si sdraiò e incominciò ad assaporare la sua riacquistata libertà. Dopo circa 56 secondi si dimentica della sua libertà e ritorna a quei pensieri che così tanto lo avevano motivato a liberarsi. Si rialzò, deciso a raggiungere qualche umano, possibilmente non schiavista o uomo. Spiegò le vele e.. si accorse che non aveva mai governato una barca a vela, e non aveva la minima idea come fare.

3 settimane dopo aveva finito tutte le scorte di cibo ed era completamente esausto. Se ne stava sdraiato senza pensare a nul… in realtà aveva i suoi soliti pensieri per la testa. D’un tratto viene risvegliato da un tonfo sordo, seguito da un suono prolungato, come se qualcosa stesse grattando sul fondo della barca. Si alzò, e con gioia scoprì di avere raggiunto terra. Fu rianimato da una nuova forza derivante dall’inattesa sorpresa, così scese dalla barca, e non senza qualche fatica riuscì ad addentrarsi nelle terre appena raggiunte. Dopo un breve tragitto riuscì a trovare un ruscello a cui abbeverarsi, ma in quel tratto di strada notò animali mai visti prima. Su un albero vide una specie di scoiattolo grande e ciccione, con il muso nero e delle grandi orecchie. Mentre in lontananza scorse degli enormi topi che si spostavano per mezzo di grandi balzi, ma la cosa più strana era vedere i loro cuccioli (suppose) stare in una tasca posta sul ventre degli altri esemplari. Decise di allontanarsi ancora un po’ dalla costa alla ricerca di qualche segno di civiltà. Dopo poche ore di cammino raggiunse un piccolo villaggio. Restò fermo qualche secondo davanti a quella che sembrava l’entrata dell’accampamento. Iniziarono così a radunarsi intorno a lui gli abitanti, curiosi di conoscere quell’essere così simile e così diverso da loro.

Vide molti uomini, ma si concentrò sulle donne.

E così pensò: “Finalmente posso continuare ciò che mio padre ha iniziato. Io sono Scsi Bantù, figlio di Bondi Bantù!!”.

L’ispirazione mi è venuta un pò in ritardo😛 Però penso di poter migliorare molto la storia se necessario, o anche solo se mi viene voglia🙂

2 commenti su “Bondi Bantù – La diffusione in Australia

  1. Anita G. scrive:

    “in soli 27 minuti”😄 grandioso!
    “Si rialzò, deciso a raggiungere qualche umano, possibilmente non schiavista o uomo”😄 grandioso 2!
    Mi è piaciuta molto la tu storia floury…fa venire il sorriso ad ogni riga😀

  2. scasi scrive:

    ahahaha è divertentissima e anche bellissima😀

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