Bondi Bantù – Le avventure di Rastafani Bantù e la conquista del Giappone

Durante l’anno 230 A.c., a Roma, ci fu Rastafani Bantù, un ragazzo dotato di una bellezza invidiabile, di un fisico scolpito e di una forza quasi sovraumana, inoltre era l’ultimo figlio del famoso Bondi bantù. Purtroppo la sua gioventù fu difficile, dato che tutti i suoi fratelli erano sparsi per il mondo, e non avendo più notizia di suo padre decise di diventare, alla giovane età di 8 anni, un servo per riuscire a racimolare un po’ di soldi. Il suo primo impiego lo ebbe nella casa di un artigiano di nome Santinus dove restò per ben 7 anni. Ogni anno che passava Rastafani diventava sempre più alto, forte e bello. All’età di 15 anni Rastafani dovette abbandonare l’abitazione perché Santinus morì. Una settimana dopo fu assunto dall’importante console Patrizio Augusto, esponente molto importane nella politica militare estera romana, e dalla sua bellissima moglie Aurelia. Il console Patrizio era molto impegnato con la politica e spesso trascurava sua moglie che, un giorno, stufa di questo comportamento, si servì di Rastafani per “un po’ di compagnia”. E da quel giorno lì non riuscì più a farne a meno. Aurelia lo disse alle sue amiche che a loro volta lo dissero ad altre donne e così tutta la componente femminile romana sapeva chi era, e soprattutto, cosa sapeva fare Rastafani. Così da quel momento quell’ignoto servetto era diventato il grande Rastafani, che ogni mese cambiava padrone, più precisamente padrona. Finché a 18 anni venne colto in fragrante dal console Patrizio a impegnarsi un po’ tropo in alcuni servizi che decise, insieme a tutti gli altri mariti che avevano saputo quello che faceva con le loro mogli, di ucciderlo. Fu subito catturato e mandato in prigione, dove ci dovette stare per una settimana intanto che si decideva per una pena violenta ed esemplare. La notte prima dell’esecuzione Aurelia andò nelle prigioni e lo liberò. Fu subito caricato su una nave commerciale diretta in oriente per salvarlo. Fu un viaggio lunghissimo durato più di quattro mesi, dove grazie all’enorme quantità di cibo e di bere preparato da Aurelia, Rastafani riuscì a sopravvivere. Sceso dalla nave vide un paesaggio completamente diverso da quello romano e vide anche persone che erano quasi identiche, sembrava che fossero una la fotocopia dell’altra. Davanti a lui aveva una lunga distesa d’erba alta si o no 5 cm con molti arbusti che andavano dal metro ai 10 metri e anche tutte le case erano costruite diversamente , avevano più di un tetto e l’ultimo di essi finiva sempre con una forma a punta. Andò subito alla ricerca di un luogo dove mangiare perché era affamatissimo, cercò di orientarsi con le insegne sopra i negozi ma inutilmente, dato che non ci capiva niente, e quando provava a chiedere qualcosa a qualcuno nessuno li rispondeva perché non capiva e anche perché era spaventato alla vista di un uomo così diverso da loro. Ma Rastafani non si arrese e continuò la ricerca di un luogo di ristoro finché una donna si fermo davanti a lui e gli disse che lei sapeva parlare l’italiano. La donna si presentò, disse di chiamarsi Tanaka ,di avere 21 anni e di non essere ancora maritata, anche Rastafani si presentò e gli chiese in che posto era capitato. La donna gli rispose che questo era il Giappone,e lui si trovava nell’isola di Hokkaido. Dopo di che portò Rastafani nella sua dimora dove parlarono per tutto il resto della giornata fino a che lui non cadde in un sonno profondo… La mattina seguente la donna incominciò a insegnarli il giapponese e si accorse che incominciava a provare per lui un sentimento mai provato prima. Passati un paio di mesi Rastafani aveva imparato perfettamente il giapponese. Anche quì, come anche a Roma, fu conosciuto da tutti, ma per motivi diversi, qua tutti lo apprezzavano come persona e non come oggetto di piacere, anche perché , avendo vissuto per 18 anni nell’impero più forte di quell’epoca, gli insegnò nuove tecniche e nuove strategie politiche. Passava sempre più tempo con Tanaka che incominciò a provare uno strano sentimento per lei, diverso da quello che aveva provato con le altre donne romane, era una sensazione molto bella.

Così un giorno decise di parlargli e gli disse che era innamorato di lei, in quell’istante le guancie pallide di Tanaka diventarono rosse e anche lei gli confidò l’amore che provava per lui. I due giovani ragazzi decisero di sposarsi il mese seguente facendo un’enorme festa dove furono invitate tutte le persone del paesino, il matrimonio fu un vero successo.

Rastafani e Tanaka ebbero ben dieci figli che a loro volta ebbero altri figli che ne ebbero altri e altri ancora, cosicché i discendenti del mitico Bondi Bantù si insinuarono anche nel lontano Giappone.

 

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