Orchidee, Darwin e Insetti.

La natura è straordinaria e senza andare lontano guardiamo le orchidee che per perpetuare la propria specie hanno escogitato una serie di meccanismi degni del più grande stratega. Infatti le orchidee non hanno polline aereo, vale a dire del polline che viene trasportato dal vento, ricorrono ad un aiuto esterno e attirano, farfalle, mosche, colibrì, api. Questi animali, attratti dalle forme e dai colori variopinti entrano nella loro complessa struttura fiorale e involontariamente trasportano il polline da un fiore all’altro. Alcune varietà di orchidee hanno come impollinatori insetti specifici per cui hanno strutturato il loro fiore “ad hoc” per quel particolare pronubo.

Un esempio eclatante è rappresentato dall’Orchidea Angraecum sesquipedale, che possiede un labello lungo oltre 30 cm e il nettare si trova nella parte finale.

 

 

Questa caratteristica fu notata già da C. Darwin che ipotizzò allora l’esistenza di un insetto che avesse una proboscide tanto lunga da riuscire a raggiungere il nettare. Il buon Darwin, aveva ragione, infatti oltre quarant’anni dopo fu scoperto che una farfalla sfingide, aveva proprio la particolarità di avere una proboscide (spirotromba) così lunga tanto che fu chiamata Xanthopan morganii praedicta (=predetta) in onore al genio di Darwin.

fonte: http://www.elicriso.it/it/orchidee/anatomia/

Bondi Bantù – Indiana come te (in prosa)

Ghilliwen era una dei Chanés, una civiltà che occupava le distese al di sotto della folta Amazzonia, discendenti degli Arawuak. La sua carnagione aveva i colori della terra dove abitava e i suoi occhi a mezzaluna erano neri e lucidi come la notte. I suoi capelli  erano robusti ma morbidi come il cuore degli aguapé e le sue labbra carnose rosse come la tuna.

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