Bondi Bantù – Le avventure di Rastafani Bantù e la conquista del Giappone

Durante l’anno 230 A.c., a Roma, ci fu Rastafani Bantù, un ragazzo dotato di una bellezza invidiabile, di un fisico scolpito e di una forza quasi sovraumana, inoltre era l’ultimo figlio del famoso Bondi bantù. Continua a leggere

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Bondi Bantù – Le origini (parte II)

Bondi Bantù cresceva e all’età di sei anni sapeva già cacciare: gazzelle e antilopi erano all’ordine del giorno ma le sue prede preferite erano altre… Era infatti il giovincello più gettonato dalle ragazze della tribù. Continua a leggere

Bondi Bantù – Le origini

Siamo nel 200 a.C. in Nigeria, terra delimitata dal Benin, dal Niger, dal Chad e dal Camerun. La parte centrale del paese è formata da colline e altopiani, e il nord è occupato da pianure aride; come vedremo in seguito qui nascerà il nostro protagonista: Bondi Bantù! In una calda giornata di estate Naira e Abdul ( genitori di Bondi Bantù ) dopo tanto tempo si rincontrarono. Essi erano nati una ventina di anni prima nel villaggio di Turkan, ma a causa di una sentenza del capo tribù, Abdul dovette abbandonare il villaggio natale. Si pensava che Abdul traviasse i giovani del villaggio attraverso insegnamenti che successivamente resero bondi bantù ciò che sarebbe diventato. Passarono molto tempo assieme e capirono che erano fatti l’uno per l’altra, così andarono a vivere nella capanna di Abdul, in un villaggio lontano da quelle il padre era stato cacciato. La capanna non era molto grande: nel mezzo di essa c’era un letto formato da paglia o foglie e dispersi quà e là c’erano degli oggetti: dalle clave per la caccia ad utensili somiglianti ai nostri cucchiai. Dal loro amore nacque un bambino paffutello e color caffè-latte. Dopo otto giorni dalla sua nascita venne chiamato lo sciamano più famoso dell’epoca, Tahtthi. Il bambino venne reso partecipe della vità della tribù mediante la circoncisione e i genitori decisero di chiamarlo Bondì; da qui il nome Bondì Bantù, perchè apparteneva alla tribù dei Bantù.
Chissà come crescerà? Quale sarà il futuro che lo attende? Una cosa è sicura…avrà una vita ricca di emozioni!!

Bondi Bantù – I discendenti arabi

Sin dall’VIII sec. d.c. abbiamo notizie sulla vita dell’antica famiglia Bondi – Bantù in Arabia.

La famiglia si insediò alla Mecca nel 604 d.c..

In quel periodo la popolazione locale era influenzata dal pensiero di Maometto (575-632), il futuro fondatore della fede islamica.

La famiglia “Bondi-Bantù” risiedeva in un’umile dimora nella periferia della Mecca, nei pressi del luogo in cui Maometto aveva vissuto la sua infanzia.

Il nucleo familiare era composto da:

Bud al-za ibu Bantù – il capofamiglia, detto anche Bondi il Saggio;

Amina – la moglie

Ayman- il figlio

Mustafà – l’altro figlio. Bondi il Saggio divenne presto famoso in tutto il quartiere per le sue doti filosofiche e scientifiche.

Maometto, nonostante fosse diventato famoso non trascurò mai il suo luogo d’origine e per questo mantenne sempre contatti con il popolo della periferia della Mecca.

Per quanto sopra venne presto avvisato dell’arrivo di Bondi il Saggio e volle incontrarlo al più presto per valutare in prima persona le capacità dell’uomo.

L’incontro avvenne nel 610 d.c. e durò parecchie ore, dopo le quali Maometto capì che Bondi il Saggio era veramente il grande uomo che tutti dicevano.

Negli anni seguenti Maometto si dedicò alla conquista della Penisola Iberica e della Sicilia e nonostante la lontananza dalla Mecca intraprese una fitta e continua corrispondenza con Bondi il Saggio.

Passarono una ventina d’anni dopo i quali Maometto tornò vittorioso in Patria. Rimase però molto segnato dai continui spostamenti e la sua vita si avvicinava alla fine.

Per questo motivo decise di nominare Primo Califfo d’Arabia Bondi il Saggio per proseguire la raccolta delle tradizioni orali e i pochissimi appunti scritti relativi al Corano, il libro sacro dell’Islam.